
Nel corso dell'anno scolastico 2007-08, l'Associazione Amici dei Boschi
ha dato l'avvio ad un nuovo progetto di educazione ambientale, proposto
per il primo anno a 90 scuole selezionate della provincia di Pavia.
Realizzato con il contributo della Fondazione Cariplo, hanno partecipato,
come confinanziatori, il Comune di Pavia, il Comune di Stradella, il
Comune di Cassolnovo, l’Azienda Servizi Municipalizzati (A.S.M.)
di Pavia, il Consorzio Broni -Stradella e Confesercenti di Pavia, partner
del progetto Circolo di Legambiente “Il Barcè” di
Pavia.
Vista la risposta estremamente positiva degli istituti partecipanti,
si è deciso di prolungare la durata dell'offerta, in collaborazione
con Legambiente, e di inserirla nei programmi didattici proposti dall'Associazione
(per tutte le informazioni, consulta i programmi per le scuole primarie
e secondarie).
In Italia si stima che vengano prodotte ogni anno circa 300mila tonnellate di shopper di plastica, pari a 430mila tonnellate di petrolio con una emissione di CO2 in atmosfera di circa 200mila tonnellate. Il percorso intende promuovere un cambiamento nei comportamenti quotidiani rispetto a questo grave, se pur specifico, problema ambientale: la produzione e lo smaltimento dei sacchetti di plastica usati per la spesa. La soluzione più economica ed ecologicamente corretta è, secondo noi, il ritorno all’uso delle borse di tessuto, riusabili per anni. L’idea guida è quella di coinvolgere bambini e ragazzi in un percorso educativo che parte dalla visita ad una mostra didattica che illustra il problema e si conclude con laboratori in classe di rielaborazione creativa.
Il progetto si pone l’obiettivo generale di focalizzare l’attenzione
sui nostri comportamenti di consumo inconsapevole, in un’ottica
di inversione di tendenza, non più rimandabile per la sopravvivenza
del Pianeta. “Basta con le Buste!” vuol essere anche una
riflessione sul nostro stile di vita “usa e getta” irrispettoso
dell’ambiente e quindi di noi stessi.
L’obiettivo specifico è, in primo luogo, informare bambini
e ragazzi e, attraverso la loro attiva partecipazione, gli adulti su
questo grave problema ambientale, che può avere soluzioni a partire
proprio dal comportamento di ciascuno di noi. Con l’informazione
e l’azione nei laboratori ci prefiggiamo di attivare atteggiamenti
“ambientalmente corretti” che possano realmente influire
positivamente sull’uso indiscriminato del sacchetto di plastica
per fare la spesa.
Per la modalità di attuazione del percorso a partire dall'anno scolastico 2008-09, consulta i programmi per le scuole primarie e secondarie, nella sezione dedicata.
Durante l'anno scolastico 2007-08, la realizzazione del progetto si
è articolata in tre momenti. 1) Mostra didattica itinerante per
illustrare il problema della diffusione, produzione e smaltimento delle
buste di plastica, con dati provenienti dal mondo. Oltre ai dati tecnici,
l’esposizione ha illustrato come sia possibile (nella storia e
in altre regioni del mondo) sostituire gli shopper con altre soluzioni
sostenibili. 2) Laboratorio in classe. Le classi coinvolte, dopo aver
visitato la mostra, hanno realizzato un laboratorio a scuola per personalizzare
una borsa in stoffa con varie tecniche o realizzare manufatti con la
plastica ricavata dagli shopper. 3) Evento finale. Alla fine del percorso,
alcuni lavori dei ragazzi hanno arricchito la mostra didattica, aperta
alla cittadinanza nei giorni del 12 e 13 aprile 2008, con laboratori
creativi e animazioni.
Grazie al contributo della Fondazione Cariplo, l'Associazione Amici
dei Boschi ha realizzato, nel corso degli anni scolastici 2008-09
e 2009-10 il progetto “A scuola nel bosco”, percorso di
educazione ambientale che ha coinvolto insegnanti, bambini e genitori della
scuola d’infanzia, permettendo loro di avere a disposizione
un angolo di natura per creare un legame durevole e positivo. Partner
del progetto è stato il Comune di Pavia, che crede nell’educazione
ambientale a partire dalla scuola d’infanzia.
guarda il libro dell'iniziativa
Oggi il discorso sull'ambiente è spesso improntato a sottolinearne i problemi e le emergenze, ma l'educazione ambientale non può dare messaggi solo negativi. Sentirsi responsabili per l’ambiente deriva sì da una conoscenza scientifica, ma soprattutto da una passione che nasce dalle esperienze vissute positivamente nel mondo naturale. Lo spazio naturale diventa così “primo educatore”. Solo attraverso uno stretto contatto con la natura, il vivere e fare esperienza il bambino diventa sensibile ad essa. Questo legame educa i bambini non solo a diventare competenti, ma ad avere cura della natura e a proteggerla.
Il progetto si è proposto di: 1) modificare i comportamenti rispetto all'ambiente naturale, creando attenzione e rispetto, partendo dall'esperienza diretta in esso di bambini della scuola d'infanzia. 2) Portare a conoscenza di insegnanti, genitori e bambini un modello di scuola d'infanzia, diffuso nel nord Europa, e di elaborare, insieme a loro, una modalità che coniughi i principi fondanti del waldkindergarten con la nostra realtà. 3) Individuare accanto ad ogni scuola, un'area verde (un parco, un campo, ma anche il giardino stesso della scuola) che sarà curato, pulito, piantumato per farne una piccola oasi di verde quotidiano. 4) Produrre un libricino che racconti il percorso di educazione ambientale con disegni, fotografie e pensieri.
Al percorso di educazione ambientale hanno partecipato quattro scuole
d'infanzia del Comune di Pavia, dislocate in vari quartieri, con le
seguenti modalità:
1) formazione delle insegnanti (10 ore per plesso) condotto direttamente
presso le scuole d'infanzia, e presentazione del progetto ai genitori
delle scuole partecipanti;
2) individuazione di un'area verde adiacente ad ogni scuola che verrà
"adottata" dalla scuola stessa;
3) nel bosco (ma anche prato, giardino, fiume..) i bambini con le insegnanti
e gli operatori dell'Associazione, andranno, con cadenza regolare, per
esplorare, giocare, ma anche sistemare, piantare alberelli e cespugli,
fare proprio lo spazio naturale;
4) organizzazione di feste, pic-nic, giochi, con genitori e nonni nelle
aree "adottate", per vivere esperienze con la famiglia e il
gruppo, favorire una sensibilizzazione per la natura e la trasmissione
di conoscenze.
ovvero come si progetta un frutteto secondo i principi della permacultura
L’Associazione Amici dei Boschi con la collaborazione del CSV della Provincia di Pavia, del CREA del Comune di Pavia, del Comune di Pavia – Assessorato Sviluppo Sostenibile-Ambiente, del Circolo di Legambiente “Il Barcè” di Pavia, della Fondazione Banca del Monte di Lombardia, ha organizzato presso il Bosco Grande di Pavia un corso di permacultura orientato alla progettazione concreta e partecipata di un frutteto sostenibile, con l’aiuto di Richard Wade, uno dei massimi esperti in materia a livello mondiale.
La scelta di procedere secondo la filosofia e le tecniche della permacultura,
anziché avvalersi dell’agricoltura convenzionale, è
nata dall’esigenza di integrare il più possibile il frutteto
con l’ambiente naturale circostante.
Bill Mollison, ideatore della PERMACULTURA, definisce questo termine
come la contrazione non solo di PERMANENT AGRICULTURE, ma anche di PERMANENT
CULTURE, dal momento che una cultura non può sopravvivere a lungo
senza una base agricola sostenibile e un’etica dell’uso
della terra. Lo scopo della permacultura è quello di creare sistemi
ecologicamente ben strutturati ed economicamente sostenibili, in grado
di produrre, evitando ogni forma di sfruttamento e inquinamento. La
permacultura si basa sull’osservazione dei sistemi naturali e
utilizza sia la saggezza dei metodi di coltivazione naturali, sia le
moderne conoscenze scientifiche e tecnologiche.
Gli obiettivi che hanno condotto allo specifico progetto e che guideranno
la manutenzione del frutteto sono i seguenti:
• avere uno spazio didattico utile per condurre programmi e attività
sulla conoscenza dei cicli degli alimenti;
• mostrare e salvaguardare la varietà dei prodotti ortofrutticoli,
in un contesto in cui si privilegia la produzione intensiva e standardizzata;
• rendere più accogliente ed esteticamente gradevole il
terreno che si incontra per primo entrando al Bosco Grande. A tale scopo
sono state scelte varietà di alberi che producano frutta e fiori
durante i mesi in cui la struttura è aperta al pubblico;
• creare un piccolo ecosistema ricco di bacche, frutti e fiori
utili non solo per l’alimentazione umana, ma anche per attirare
e foraggiare gli animali selvatici che vivono nel bosco;
• creare una fascia di ecotono ricca di biodiversità vegetale
e animale, fra il bosco e gli spazi edificati e più frequentati.
Il progetto non si è concluso con la piantumazione degli alberelli,
ma prosegue con i seguenti interventi:
• pacciamatura prevista per l’inizio della primavera e contenimento
dei rovi e delle ruderali che potrebbero soffocare le piante da frutto;
• innesto di alcune varietà antiche di mele e pere sui
portainnesti presenti attualmente, prevista all’inizio di marzo
2008;
• semina di alcuni ortaggi nella zona adibita ad orto, sempre
nel corso della primavera 2008;
• messa a dimora di alcuni arbusti come ribes, lamponi e more
nello strato sottostante agli alberi da frutto prevista per fine 2008/inizio
2009.
Corso di cesteria introduttivo e di approfondimento
scarica il programma in pdf
Associazione Amici dei Boschi - e-mail: assamiciboschi@libero.it - Telefono: 0382 303793